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domenica 8 gennaio 2017

Step 16 - ROSSO VIOLACEO NEL DESIGN

Conducendo una ricerca sugli oggetti di design di colore rosso violaceo mi sono imbattuto nei lavori di Verner Panton. 


Verner Panton

Verner Panton, di origini danese, è considerato una delle figure più significative nel panorama dell’industrial e interior design a livello mondiale. Nel corso della sua carriera ha dato vita a creazioni futuristiche realizzate con i più diversi e innovativi materiali, soprattutto plastica. Il suo lavoro fu molto conosciuto negli anni ’60 e tornò in auge negli anni ’90 . Tra gli anni 60-70 si è cimentato nel design di spazi interi dal gusto psichedelico, con oggetti dal profilo sinuoso e con tinte decise (tra cui predomina spesso il rosso violaceo).  Passiamo in rassegna alcuni esempi del suo lavoro.




Verner Panton collection




E qui un video per inoltrarsi nel mondo di Panton


                                      https://www.youtube.com/watch?v=XrsSTYtsxQI


Per chi volesse approfondire consiglio di visitare questa pagina:

mercoledì 4 gennaio 2017

Step 12 - CUCINA

Entro in cucina e la prima cosa che appare ai miei occhi sono due scatole di infuso di malva nello scaffale della nostra dispensa. 

                                                                                                             Infuso di malva


La malva è una pianta erbacea che cresce anche in modo spontaneo nei prati o ai margini delle strade di campagna. Come mi racconta mio padre, i miei nonni raccoglievano la malva, nell’area dietro il loro casolare, per utilizzarlo nella preparazione di decotti al fine di curare sintomi di malessere intestinale come mal di pancia e stitichezza, o anche come impacchi esterni ad alleviare dolori dovuti ad infiammazioni da punture di insetti. La malva, insieme alla camomilla, erano i due elementi curativi/rilassanti “free of charge” maggiormente utilizzati dai miei nonni e dai loro genitori durante ed immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale.


Nella nostra escursione in cucina e nei ricordi non si può non parlare della barbabietola con la sua polpa dolciastra e il suo colore che spazia dal bianco al rosato al rosso violaceo intenso, a seconda della varietà.               
 http://ilprimoorto.altervista.org/lortaggio-rosso-dalle-molteplici-proprieta-la-barbabietola-rossa/.

Anche la barbabietola veniva coltivato dai miei nonni e dai miei bisnonni nella loro campagna a mezzadria. A quei tempi questo tubero veniva utilizzato maggiormente come alimento per gli animali. La raccolta avveniva utilizzando la zappa ed un cesto fatto di canne. Gli uomini scalzavano il tubero e le donne lo raccoglievano pulendolo dal terriccio e ponendolo nel cesto per poi trasportarlo al carro, trainato da buoi.

Oggi la barbabietola rossa è considerata un alimento dalle straordinarie proprietà benefiche. Per maggiori informazioni sulle proprietà di questo tubero invito il lettore a consultare il seguente sito: http://www.meteoweb.eu/2014/03/barbabietola-rossa-il-tubero-vivacemente-cromatico-dalle-straordinarie-proprieta-benefiche/269327/#ABKRRg1EeIwSaw2v.99. 


Usando proprio la barbabietola vi propongo un primo dal colore rosso violaceo: tagliatelle alla barbabietola. 


Tagliatelle (per la ricetta clicca qui


E per secondo una bella bistecche ai ferri! Bistecca di manzo al sangue dal colore invitante, che va da un rosso ruggine esterno per arrivare ad un bel rosso violaceo interno.





lunedì 2 gennaio 2017

Step 9 - ABBECEDARIO

 A come Antociani
                                                         
B come Barbabietola

     C come Cistus Creticus


D come Dayton Warren
(Autore di molti quadri in cui prevale il color rosso violaceo)

E come Erica


F come Fascia talare
G come Galero

H come Henry Perkin
(fu l'inventore della malveina, primo colore artificiale di color porpora violaceo)
Henry Perkin (1838-1907)

I come Instagram
       


L come Livido

M come Malveina

N come Narciso
(Come raffigurato nell'opera di John William Waterhouse dal titolo "Eco e Narciso")
Eco e Narciso, 1903

O come Orchidea 



P come Psichedelico
(il rosso violaceo diventa noto al pubblico grazie all'arte psichedelica)



Q come Quentin Tarantino
(dir film Pulp Fiction)

R come Rubellite

                              
S come Smalto

T come Tulipani


U come Universo


            V come Vino              

 
                              Z come Zucchetto dei vescovi





domenica 25 dicembre 2016

Step 07 - I COLORI NEL CINEMA

Osserviamo come sfumature di rosso violaceo, nei film,  vengano spesso associate alla seduzione o a mondi altri, fantastici, immaginari. Eccone alcuni esempi:

American Beauty (1999) dir. Sam Mendes



The Wolf of Wall Street (2013) dir. Martin Scorsese

Grease (1978) dir. Randal Kleiser

venerdì 18 novembre 2016

Step 04 - I COLORI NEL MITO

“Nelle diverse civiltà l’insieme dei colori ha sempre avuto un’attrazione particolare, visto come fenomeno legato al possesso di poteri magici… l’arcobaleno ad esempio rappresenta il ponte che legava la sfera spirituale del mondo, l’alto, e quella materiale, il basso; esempi ne sono la Dea Iris e la Genesi (dove l’arcobaleno costituisce l’emblema del patto tra Dio e gli uomini stabilito alla fine del Diluvio)”  vedi “Il significato dei colori nelle civiltà antiche

Nelle ricerche che ho effettuato non è stato possibile trovare riferimenti esatti al colore rosso violaceo. Tuttavia, secondo varie fonti (tra cui il dizionario Treccani e il libro Il significato dei colori nelle civiltà antiche”) il color porpora è assimilabile ad un rosso tendente al viola. Così come il color paonazzo. Usando come riferimento il porpora – o più precisamente il porpora viola o porpora di Tiro- e il paonazzo, possiamo fare una ricerca più ampia ed esauriente.


Il rosso è di volta in volta, tra i vari popoli, simbolo di forza, vigore, nascita, guerra e tutto ciò che spesso si può accostare al sangue. Il viola, invece, spesso è associato al lutto, alla fine, oppure alla magia, alla spiritualità e al superamento della materia. Così che il rosso violaceo è un colore ambivalente, che racchiude in sé il positivo e il negativo, la nobiltà e la crudeltà, il sacro e il terreno.  D’altronde la genesi del colore rosso violaceo è data dalla sovrapposizione di due radiazioni estreme dello spettro, da una parte il violetto e dall’altro il rosso. Si può dire che in sé riassume alchemicamente le opposte tensioni.


Lo spettro visibile

E anche secondo la teoria dei colori di Goethe, il porpora viola <<contiene, in atto o in potenza, tutti gli altri colori. […] Questa è la più alta delle manifestazioni di colore, e risulta dunque, nei fenomeni fisici, dalla composizione di due estremi opposti che si sono gradatamente preparati a una riunione.» vedi qui 


Ruota Cromatica di Goethe (1809),
 di Johann Wolfgang Von Goethe

Il rosso violaceo mantiene la sua ambiguità anche nel cristianesimo. Osserviamo come la Madonna venga a volte raffigurata con abito o mantello color porpora. Eppure troviamo, nell’Antico Testamento, Babilonia -la grande prostituta- così descritta:  

 Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me: «Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque.Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione». L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d’oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra.»(Apocalisse 17, vedi qui)




MITO DI ORCHIS

Si fa riferimento al colore rosso violaceo anche come orchidea profondo. Cogliamo allora la palla al balzo per rintracciare l’orchidea, il fiore, nella mitologia e ne troviamo traccia in molti popoli. Nella mitologia greca la prima orchidea nacque dalla metamorfosi di Orchis –figlio di una Ninfa e di un Satiro- che venne sbranato da belve feroci per aver tentato di violare una delle sacerdotesse del dio Dioniso. Gli dei però vollero ricordare la bellezza del giovane e così, dai resti di Orchis, nacque una pianta che nella parte inferiore ricorda gli organi anatomici maschili, causa della sua tragica fine.  In numerose culture all’orchidea sono legati poteri afrodisiaci e curativi della sterilità femminile.  Per approfondimenti vedi qui 


Orchidea Profondo