| Aquila Reale |
Visualizzazione post con etichetta Simboli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Simboli. Mostra tutti i post
sabato 14 gennaio 2017
Step 24 - LA "NUVOLA" DEL ROSSO VIOLACEO
venerdì 13 gennaio 2017
Step 23 - UN COLORE SELVAGGIO
Durante
le mie ricerche sul colore e sulla sua dimensione archetipica mi sono imbattuto
in una tribù nativo americana: i Cherokee.
Questa tribù ha un’organizzazione sociale di tipo matriarcale ed è suddiviso in
diversi clan con ferree regole che ne determinano le relazioni. Uno di questi
clan viene chiamato A-ni-tsi-s-qua
(ovvero il clan degli uccelli). Gli appartenenti a tale clan sono gli unici che
possono tenere e catturare gli uccelli e il loro piumaggio. Gli uccelli sono
considerati messaggeri tra il cielo e la terra, tra gli spiriti e l’uomo.
Quindi i membri del clan degli uccelli hanno una responsabilità enorme nel
provvedere agli uccelli- il più nobile dei quali è l’aquila. Il colore del clan
è viola/rosso violaceo e il legno a loro
attribuito è l’acero. Per approfondimenti vedi qui:
![]() |
“Simile
all’aquila reale, il collo color d'oro, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee,ali in parte d'oro e in parte di porpora” (ricordiamo che la
porpora antica è una sfumatura rosso violacea) è, nella mitologia, l’araba
fenice: uccello in grado di rinascere dalle proprie ceneri, uccello che per
primo nacque dal caos come forma vitale. E’ curioso notare come in quasi tutte
le culture del mondo esiste un uccello simile alla fenice che muore (in acqua o
nel fuoco) per poi risorgere ciclicamente.
Particolare è che tale funzione autorigenerante
sia affidata quasi sempre ad un uccello e che questa creatura sia “incatturabile”
e sospesa tra il cielo e la terra, tra la vita e la morte, tra il mondo e
l’altrove. Il rosso violaceo, con la sua marcata dicotomia, teso tra il polo
annientatore del viola e il polo vitale del rosso (associazioni molto comuni nelle
più diverse culture) è , di per sé, intrinsecamente, araba fenice. Non è un
caso che, persino nella cultura cattolica, il colore della Quaresima sia viola
mentre quello dell’Avvento ne acquisisca una sfumatura più luminosa, appunto
rosso violacea. Per approfondire le figure mitologiche imparentate con l’araba fenice nelle diverse culture suggerisco un inizio di approfondimento qui
lunedì 2 gennaio 2017
Step 9 - ABBECEDARIO
A come Antociani
B come Barbabietola
C come Cistus Creticus
E come Erica
H come Henry Perkin
(fu l'inventore della malveina, primo colore artificiale di color porpora violaceo)
| Henry Perkin (1838-1907) |
M come Malveina
U come Universo
lunedì 26 dicembre 2016
Step 08 - LA SAGGEZZA POPOLARE
Il rosso
violaceo non ha un immediato riscontro nei detti popolari, se non usando suoi
sinonimi (come riportato nello step 4) come il porpora viola e il paonazzo. Ricordiamo allora i modi di dire e le
espressioni:
-“concedere/prendere la porpora”
(che significa concedere la dignità cardinalizia).
(che significa concedere la dignità cardinalizia).
-“Farsi paonazzo in viso”
(che fa riferimento al colore che assume il viso per eccessi emotivi o forti escursioni climatiche.)
(che fa riferimento al colore che assume il viso per eccessi emotivi o forti escursioni climatiche.)
Di Catone, invece, ci
giunge il detto:
“I ladri privati si mettono in carcere a vita,
e i ladri pubblici girano in porpora e oro”.
Ancora più
difficile è delineare un rapporto diretto del colore rosso violaceo con la
scaramanzia e la superstizione. Possiamo però esaminare separatamente i suoi
componenti, il rosso e il viola.
Il viola è spesso
considerato un colore lugubre e tassativamente non si indossa a teatro in Italia! Questo
perché nel medioevo le manifestazioni teatrali era sospese durante la quaresima
(viola è il colore dei paramenti liturgici in questo periodo) costringendo gli
attori a vivere in miseria.
Il rosso, invece, è
spesso considerato colore di buon auspicio: si pensi ai peperoncini oppure al
capodanno dove si usa indossare qualcosa di rosso per ingraziarsi la fortuna.
E il rosso violaceo?
Che sia un colore di buon auspicio ma
che mantenga in sé il mistero, la nostalgia e il velo di inquietudine del
viola.
venerdì 18 novembre 2016
Step 04 - I COLORI NEL MITO
“Nelle diverse civiltà
l’insieme dei colori ha sempre avuto un’attrazione particolare, visto come
fenomeno legato al possesso di poteri magici… l’arcobaleno ad esempio
rappresenta il ponte che legava la sfera spirituale del mondo, l’alto, e quella
materiale, il basso; esempi ne sono la Dea Iris e la Genesi
(dove l’arcobaleno costituisce l’emblema del patto tra Dio e gli uomini
stabilito alla fine del Diluvio)” vedi “Il significato dei colori nelle civiltà antiche”
Nelle ricerche che ho effettuato non è stato possibile trovare riferimenti esatti al colore rosso violaceo. Tuttavia, secondo varie fonti (tra cui il dizionario Treccani e il libro “Il significato dei colori nelle civiltà antiche”) il color porpora è assimilabile ad un rosso tendente al viola. Così come il color paonazzo. Usando come riferimento il porpora – o più precisamente il porpora viola o porpora di Tiro- e il paonazzo, possiamo fare una ricerca più ampia ed esauriente.
Il rosso è di volta in volta, tra i vari popoli, simbolo di forza, vigore, nascita, guerra e tutto ciò che spesso si può accostare al sangue. Il viola, invece, spesso è associato al lutto, alla fine, oppure alla magia, alla spiritualità e al superamento della materia. Così che il rosso violaceo è un colore ambivalente, che racchiude in sé il positivo e il negativo, la nobiltà e la crudeltà, il sacro e il terreno. D’altronde la genesi del colore rosso violaceo è data dalla sovrapposizione di due radiazioni estreme dello spettro, da una parte il violetto e dall’altro il rosso. Si può dire che in sé riassume alchemicamente le opposte tensioni.
Il rosso è di volta in volta, tra i vari popoli, simbolo di forza, vigore, nascita, guerra e tutto ciò che spesso si può accostare al sangue. Il viola, invece, spesso è associato al lutto, alla fine, oppure alla magia, alla spiritualità e al superamento della materia. Così che il rosso violaceo è un colore ambivalente, che racchiude in sé il positivo e il negativo, la nobiltà e la crudeltà, il sacro e il terreno. D’altronde la genesi del colore rosso violaceo è data dalla sovrapposizione di due radiazioni estreme dello spettro, da una parte il violetto e dall’altro il rosso. Si può dire che in sé riassume alchemicamente le opposte tensioni.
![]() |
| Lo spettro visibile |
E
anche secondo la teoria dei colori di Goethe, il porpora viola <<contiene, in atto o in potenza, tutti gli altri colori. […] Questa è la più
alta delle manifestazioni di colore, e risulta dunque, nei fenomeni fisici,
dalla composizione di due estremi opposti che si sono gradatamente preparati a
una riunione.» vedi qui
![]() |
| Ruota Cromatica di Goethe (1809), di Johann Wolfgang Von Goethe |
“Allora uno dei sette angeli che hanno le sette
coppe mi si avvicinò e parlò con me: «Vieni, ti farò vedere la condanna della
grande prostituta che siede presso le grandi acque.Con lei si sono prostituiti
i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua
prostituzione». L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna
seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e
dieci corna. La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di
pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d’oro, colma degli abomini
e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome
misterioso: «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini
della terra.»” (Apocalisse 17, vedi qui)
![]() |
| The Whore of Babylon by Hans Burgkmair
(Incisione lignea XVI secolo)
|
![]() |
| La Madonna con gli iris, di Albrecht Dürer, (Tra il 1500-1510) |
MITO DI ORCHIS
Si fa riferimento al colore rosso violaceo anche come orchidea profondo. Cogliamo allora la palla al balzo per rintracciare l’orchidea, il fiore, nella mitologia e ne troviamo traccia in molti popoli. Nella mitologia greca la prima orchidea nacque dalla metamorfosi di Orchis –figlio di una Ninfa e di un Satiro- che venne sbranato da belve feroci per aver tentato di violare una delle sacerdotesse del dio Dioniso. Gli dei però vollero ricordare la bellezza del giovane e così, dai resti di Orchis, nacque una pianta che nella parte inferiore ricorda gli organi anatomici maschili, causa della sua tragica fine. In numerose culture all’orchidea sono legati poteri afrodisiaci e curativi della sterilità femminile. Per approfondimenti vedi qui
Iscriviti a:
Post (Atom)

















