mercoledì 4 gennaio 2017

Step 12 - CUCINA

Entro in cucina e la prima cosa che appare ai miei occhi sono due scatole di infuso di malva nello scaffale della nostra dispensa. 

                                                                                                             Infuso di malva


La malva è una pianta erbacea che cresce anche in modo spontaneo nei prati o ai margini delle strade di campagna. Come mi racconta mio padre, i miei nonni raccoglievano la malva, nell’area dietro il loro casolare, per utilizzarlo nella preparazione di decotti al fine di curare sintomi di malessere intestinale come mal di pancia e stitichezza, o anche come impacchi esterni ad alleviare dolori dovuti ad infiammazioni da punture di insetti. La malva, insieme alla camomilla, erano i due elementi curativi/rilassanti “free of charge” maggiormente utilizzati dai miei nonni e dai loro genitori durante ed immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale.


Nella nostra escursione in cucina e nei ricordi non si può non parlare della barbabietola con la sua polpa dolciastra e il suo colore che spazia dal bianco al rosato al rosso violaceo intenso, a seconda della varietà.               
 http://ilprimoorto.altervista.org/lortaggio-rosso-dalle-molteplici-proprieta-la-barbabietola-rossa/.

Anche la barbabietola veniva coltivato dai miei nonni e dai miei bisnonni nella loro campagna a mezzadria. A quei tempi questo tubero veniva utilizzato maggiormente come alimento per gli animali. La raccolta avveniva utilizzando la zappa ed un cesto fatto di canne. Gli uomini scalzavano il tubero e le donne lo raccoglievano pulendolo dal terriccio e ponendolo nel cesto per poi trasportarlo al carro, trainato da buoi.

Oggi la barbabietola rossa è considerata un alimento dalle straordinarie proprietà benefiche. Per maggiori informazioni sulle proprietà di questo tubero invito il lettore a consultare il seguente sito: http://www.meteoweb.eu/2014/03/barbabietola-rossa-il-tubero-vivacemente-cromatico-dalle-straordinarie-proprieta-benefiche/269327/#ABKRRg1EeIwSaw2v.99. 


Usando proprio la barbabietola vi propongo un primo dal colore rosso violaceo: tagliatelle alla barbabietola. 


Tagliatelle (per la ricetta clicca qui


E per secondo una bella bistecche ai ferri! Bistecca di manzo al sangue dal colore invitante, che va da un rosso ruggine esterno per arrivare ad un bel rosso violaceo interno.





martedì 3 gennaio 2017

Step 11 - UN DOCUMENTO

Rosso violaceo viene citato come colore nel libro/catalogo di Osanna Massimo e Vullo Maria Silvia, “Segni del potere: oggetti di lusso dal Mediterraneo all’Appennino lucano dell’età arcaica”, Venosa: Osanna Edizioni, 2013, pagine da 277 a 284  in riferimento  ai cocci ritrovati negli scavi archeologici di tombe risalenti al 500 a.C. nella regione Lucana. 



Le conoscenze del nostro passato vengono costruite anche analizzando gli oggetti lasciatici in eredità dai nostri avi.
L’analisi dei corredi funerari dei defunti sono, per certi aspetti, la fonte documentale più importante -se non l’unica - che ci possa permettere lo studio di certi periodi e luoghi della storia dell’umanità.

Questo libro tratta ed analizza reperti archeologici venuti alla luce dall’attività di scavi fatti nel territorio Lucano.





Scorrendo le pagine del libro si arriva alla pagina 277 e si prosegue fino a pagina 284 dove vengono elencati gli oggetti che fanno parte del corredo funerario del defunto. E’ qui che gli autori possono osservare e annotare la presenza di alcune ceramiche colorate di rosso violaceo.






















Step 10 - EMBLEMI

Secondo uno studio condotto dalla "University of Loyola, Maryland study", il colore aumenta dell'80% la riconoscibilità di un brand. Per questa ragione i colori dei loghi aziendali vengono pensati e ripensati, analizzati in ogni loro aspetto sottoposto ad indagini di mercato e aggiornati nel tempo, se necessario, perché alla fine è il colore che attira il consumatore e non la semplice rappresentazione grafica. Il colore fa nascere con forza quelle emozioni primordiali nel consumatore che possono avere ripercussioni importanti sul successo o l’insuccesso di un prodotto



INSTAGRAM
                   Instagram Logo
Istagram è senz’altro un marchio di grande successo. Fa parte di quei prodotti WEB di socializzazione che permettono la condivisione di foto e video con altri utenti. L'applicazione è stata lanciata nel 2010 e da allora è diventata una delle applicazioni più utilizzate al mondo (per approfondimenti vedi qui



COLOR PALETTE DEL LOGO

Ma Istagram è anche una di quelle società che ha cambiato il suo logo nel tempo per avere una maggiore visibilità. Infatti, osservando  la figura qui sotto possiamo notare che si passa da rappresentazioni abbastanza anonimi, con colori tendente smorti e grigi ad un logo dai colori vividi e accattivanti.


LG (Lucky Goldstar)



Logo LG

Un'altra marca molto conosciuta è LG. 

LG Electronics è un industria Sud Coreana nata nel 1958. Il nome è un abbreviazione di Lucky Goldstar. (Per approfondimenti vedi qui)

lunedì 2 gennaio 2017

Step 9 - ABBECEDARIO

 A come Antociani
                                                         
B come Barbabietola

     C come Cistus Creticus


D come Dayton Warren
(Autore di molti quadri in cui prevale il color rosso violaceo)

E come Erica


F come Fascia talare
G come Galero

H come Henry Perkin
(fu l'inventore della malveina, primo colore artificiale di color porpora violaceo)
Henry Perkin (1838-1907)

I come Instagram
       


L come Livido

M come Malveina

N come Narciso
(Come raffigurato nell'opera di John William Waterhouse dal titolo "Eco e Narciso")
Eco e Narciso, 1903

O come Orchidea 



P come Psichedelico
(il rosso violaceo diventa noto al pubblico grazie all'arte psichedelica)



Q come Quentin Tarantino
(dir film Pulp Fiction)

R come Rubellite

                              
S come Smalto

T come Tulipani


U come Universo


            V come Vino              

 
                              Z come Zucchetto dei vescovi





lunedì 26 dicembre 2016

Step 08 - LA SAGGEZZA POPOLARE

Il rosso violaceo non ha un immediato riscontro nei detti popolari, se non usando suoi sinonimi (come riportato nello step 4) come il porpora viola e il paonazzo.  Ricordiamo allora i modi di dire e le espressioni:

            -“concedere/prendere la porpora”  
(che significa concedere la dignità cardinalizia).
          
  -“Farsi paonazzo in viso” 
(che fa riferimento  al colore che assume il viso per eccessi emotivi o forti escursioni climatiche.)

Di Catone, invece, ci giunge il detto:  

I ladri privati si mettono in carcere a vita, e i ladri pubblici girano in porpora e oro”.


Ancora più difficile è delineare un rapporto diretto del colore rosso violaceo con la scaramanzia e la superstizione. Possiamo però esaminare separatamente i suoi componenti, il rosso e il viola.

Il viola è spesso considerato un colore lugubre e tassativamente non si indossa a teatro in Italia! Questo perché nel medioevo le manifestazioni teatrali era sospese durante la quaresima (viola è il colore dei paramenti liturgici in questo periodo) costringendo gli attori a vivere in miseria. 


Il rosso, invece, è spesso considerato colore di buon auspicio: si pensi ai peperoncini oppure al capodanno dove si usa indossare qualcosa di rosso per ingraziarsi la fortuna.


E il rosso violaceo?  Che sia un colore di buon auspicio ma che mantenga in sé il mistero, la nostalgia e il velo di inquietudine del viola. 

domenica 25 dicembre 2016

Step 07 - I COLORI NEL CINEMA

Osserviamo come sfumature di rosso violaceo, nei film,  vengano spesso associate alla seduzione o a mondi altri, fantastici, immaginari. Eccone alcuni esempi:

American Beauty (1999) dir. Sam Mendes



The Wolf of Wall Street (2013) dir. Martin Scorsese

Grease (1978) dir. Randal Kleiser

sabato 24 dicembre 2016

Step 06 - I COLORI NELLA SCIENZA

Spesso le piante sono di colore verde, questo perché contengono clorofilla, un pigmento in grado di assorbire la luce blu e rossa, apparendo così di colore verde all'occhio. Capita però di osservare piante dal colore rosso violaceo, soprattutto in autunno.



Tale effetto è da attribuire ad un’ altra classe di pigmenti presenti nelle piante: le antocianine, che variano dal colore rosso al blu. In autunno le antocianine vengono prodotte dagli zuccheri intrappolati nella foglia, mentre, nella maggior parte delle piante, non sono tipicamente presenti durante la stagione della crescita. (Per approfondimenti vedi qui e qui)



Non solo! Gli scienziati sostengono che la vegetazione sulla terra, nelle prime ere, avesse le sfumature del rosso e viola. Infatti, antichi microbi pare usassero una molecola diversa dalla clorofilla per utilizzare i raggi solari, una molecola dalle sfumature rosso-violacee (Leggi qui).